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Risparmio e istruzioni per l’uso

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Risparmio e istruzioni per l’uso

Il risparmio è nel DNA degli italiani. La prova l’ha fornita l’ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, che in occasione della 29^ Giornata mondiale del Risparmio ha diffuso un’indagine sugli italiani e il risparmio, realizzata in collaborazione con l’Ipsos. Da questa ricerca è emerso che anche in tempi di crisi gli italiani provano a mettere da parte qualcosa perché altrimenti non vivono tranquilli (Fonte: ACRI).

La propensione al risparmio degli italiani si è rivelata, specie nel corso dell’ultimo trentennio, una risorsa strategica a fronte di un elevato debito pubblico, cicli economici e finanziari alterni e sperequazioni nella distribuzione dei redditi tra le generazioni.

Per queste ed altre innumerevoli ragioni il risparmio privato, grande o piccolo che sia, è un bene di utilità pubblica che merita di essere tutelato con ogni strumento idoneo. Alcuni passi avanti sono stati fatti in Italia attraverso iniziative del Legislatore, tramite sentenze di Tribunali che hanno dato vita a “giurisprudenza” nella tutela del risparmio, ed ancora mediante codici di autoregolamentazione che si sono imposti le Banche. Ciò nonostante, risultano ancora numerosi i casi di “risparmio tradito”.

“Risparmio Tradito” è il titolo di un gustoso libro del Prof. Beppe Scienza (Edizioni Libreria Cortina Torino), docente di matematica all’Università di Torino che attraverso la narrativa di alcuni episodi di cronaca e l’analisi degli strumenti finanziari più diffusi, offre una lucida rappresentazione dei rischi a cui sono esposti quotidianamente i nostri risparmi. Ma in un’accezione più generale, il tradimento del risparmio si configura ogni volta che le “volontà” del risparmiatore-investitore vengono disattese dalla banca o dal soggetto a cui si affidano i risparmi.

Ma è possibile evitare che il nostro risparmio venga “tradito”?

Certamente gli strumenti finanziari che vengono offerti ai risparmiatori presso banche o altre società di gestione sono sempre più complessi e non sempre chi ci consiglia ha un’adeguata competenza o se non altro la buona fede nel proporre investimenti, ma alcune semplici avvertenze possono evitarci spiacevoli sorprese nella gestione dei nostri risparmi.

1. NON INVESTIRE IN STRUMENTI FINANZIARI CHE NON SI CONOSCONO ADEGUATAMENTE

Affidereste mai ad uno sconosciuto il vostro denaro, senza neanche sapere cosa ne farebbe di preciso e senza prendere precisi accordi sulle modalità di restituzione?

Questo è in sostanza quanto si fa quando si investe denaro in uno strumento finanziario che non si conosce adeguatamente.

Spesso la promessa di alti rendimenti ha attirato i risparmiatori nella sottoscrizione di prodotti finanziari, sui cui rischi erano poco informati. Le obbligazioni Parmalat, Cirio ed Argentina, sono spesso stati acquistati dai risparmiatori in sostituzione dei tradizionali BOT, CCT e BTP emessi dalla Repubblica Italiana. Purtroppo i fatti hanno dimostrato che non si trattava esattamente dello stesso tipo di investimento.

2. NON INSEGUIRE RENDIMENTI PIU’ ELEVATI DELLA MEDIA

“No free lunch” è un detto di Wall Street.

Letteralmente può essere tradotto come “non si mangia gratis”, più nel pratico potremmo tradurlo come “nessuno ti regala nulla negli affari”. Se un BOT o un certificato di deposito di una banca offrono rendimenti ad esempio dell’1% annuo, perché uno strumento finanziario alternativo dovrebbe offrire rendimenti sensibilmente più alti, senza per questo comportare maggiori rischi per il risparmiatore?

Attenzione quindi ai rendimenti promessi dagli investimenti: quanto più sono elevati, tanto più maggiore è il rischio che il proprio investimento non venga restituito al risparmiatore.

3. DIVERSIFICARE IL PORTAFOGLIO INVESTIMENTI

Riterreste saggio puntare tutte le vostre fiches su un solo numero della roulette?

Certo, il Casinò è tendenzialmente (ma non sempre) più rischioso dei mercati finanziari, ma ciò non toglie che investire tutti i propri risparmi in un solo strumento finanziario (seppure percepito come sicuro) costituisca un rischio.

Coerentemente con il controvalore dei propri risparmi è pertanto saggio diversificare gli investimenti, in modo tale che eventuali problematiche di uno strumento finanziario in portafoglio, non compromettano irrimediabilmente il nostro portafoglio stesso e quindi le capacità di spesa future.

Simone Semprini

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