Perché si festeggia il 25 marzo a San Marino?

Perché si festeggia il 25 marzo a San Marino?

L’Arengo generale dei capi-famiglia e la fine del regime oligarchico

 

Quando parliamo dell’Arengo del 25 marzo 1906 facciamo riferimento a quella rivoluzione, pacifica e civile, che segnò la fine del regime oligarchico, radicatosi a San Marino per alcuni secoli.

 

L’Arengo

L’Arengo rappresentava la massima assemblea deliberante, alla quale intervenivano, sotto la presidenza dei due Consoli o Capitani Reggenti, tutti i capi-famiglia di San Marino. Tale organismo veniva convocato ogni qualvolta vi era da prendere una decisione e ha origine intorno al X secolo quando “la popolazione, affrancatasi dall’autorità religiosa, si diede la prima forma di governo a sovranità popolare”.

Alla fine del XV secolo, per diverse ragioni, l’Arengo demandò la maggior parte delle sue funzioni ad un altro organo più ristretto, cioè ad un Consiglio di sessanta membri. Pur senza mai essere abolito ufficialmente, l’Arengo non venne più convocato per secoli. Con queste trasformazioni istituzionali, si arrivò ben presto all’accentramento del potere nelle mani delle principali famiglie possidenti, passando dalla democrazia diretta dell’Arengo alla fase oligarchica.

 

La fase oligarchica

All’inizio del XX secolo San Marino era retta da un governo di tipo aristocratico. Il potere politico era esercitato da una sola classe sociale, la nobiltà terriera. Questa involuzione oligarchica era dovuta al fatto che il Consiglio Grande e Generale da organo elettivo era stato trasformato in un organismo chiuso e i suoi membri, non più eletti, venivano ora nominati a vita per cooptazione. Per “cooptazione” si intende il trasferimento al figlio, in via ereditaria, della carica di consigliere che era stata del padre. Poche famiglie aristocratiche e possidenti da alcuni secoli concentravano così nelle proprie mani potere politico ed economico, ingenti patrimoni immobiliari, grandi privilegi.

Il periodo oligarchico durò alcuni secoli, fino a quando, sul finire dell’Ottocento, sulla spinta di alcuni giovani intellettuali che si erano formati nelle città universitarie italiane, il vento cominciò a cambiare. Questi giovani criticavano in particolar modo l’incapacità del Governo di gestire lo Stato in modo moderno e chiedevano l’istituzione del suffragio universale.

Nella San Marino dell’epoca, la sfiducia e la diffidenza nei confronti della classe politica oligarchica che occupava il Consiglio da oltre trecento anni, cominciavano a crescere.

Gli ultimi anni dell’Ottocento furono inoltre caratterizzati da una grave crisi economica. La miseria in cui versava buona parte della popolazione ed il disagio sociale che ne derivava contribuirono notevolmente ad aumentare il malcontento nei confronti dei governanti della Repubblica.

 

La riconvocazione dell’Arengo, il 25 marzo 1906

In questo clima di mobilitazione, intervenne l’intuizione di alcuni cittadini guidati dal politico Pietro Franciosi i quali, senza alcun colpo di stato ma anzi pacificamente e invocando gli antichi Statuti, ottennero che l’Arengo venisse riconvocato.

Il 25 marzo 1906, dopo una lunga parentesi di inattività, si adunò nuovamente, nella statutaria sede della Basilica di San Marino, l’Arengo generale.

Tutti i capi-famiglia della Repubblica, convocati dai Capitani Reggenti, si riunirono e, mediante l’approvazione di due distinti quesiti deliberarono che il Consiglio Grande e Generale non fosse più nominato per cooptazione, ma per elezione da parte dell’Arengo stesso. San Marino era così divenuta una democrazia parlamentare.

La pacifica rivoluzione dell’Arengo rappresenta il coronamento di anni e anni di appassionata lotta per la restaurazione della democrazia a San Marino. In memoria di questa ritrovata libertà, il popolo sammarinese celebra ogni anno il 25 marzo come una delle proprie feste nazionali.

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