Le origini della comunità sammarinese

Le origini della comunità sammarinese

La storia e le Istituzioni sammarinesi in pillole

L’amore incondizionato per San Marino, la sua storia e le sue Istituzioni sono ragione e leitmotiv di questa rubrica di approfondimento “La storia e le istituzioni sammarinesi in pillole”, a muovere  il desiderio di narrare e far conoscere una storia tanto articolata quanto peculiare e assolutamente unica.

La Repubblica di San Marino è uno degli Stati più antichi al mondo e dalla sua fondazione, che ufficialmente risale al 301 d.C., è sopravvissuto indenne attraverso i secoli alle imprevedibili e spesso devastanti bufere del passato, realizzando quello che gli studiosi hanno definito «un miracolo della storia».

La storia della piccola Repubblica sammarinese non può certamente essere liquidata in maniera sbrigativa e superficiale. E’ infatti la storia di una Comunità che ha avuto il coraggio e la perseveranza di credere sempre e con forza nella propria libertas, ritenuta sacra perché derivante direttamente da un Santo, uomo prediletto da Dio e perciò inviolabile.

La Repubblica di San Marino rappresenta senza dubbio un’eccezione nel panorama storico internazionale, inconsueta ma allo stesso tempo degna di ammirazione. Non a caso, nel luglio del 2008, l’UNESCO ha deliberato l’iscrizione del Centro Storico di San Marino e Borgo Maggiore e del Monte Titano nella Lista del Patrimonio dell’Umanità.

 

1ª puntata

LE ORIGINI DELLA COMUNITA’ SAMMARINESE

«Relinquo vos liberos ab utroque homine»

 

Le origini della Repubblica di San Marino affondano nella leggenda: sarebbe stato Marino, tagliapietre originario della Dalmazia divenuto Santo, a costituire sul Monte Titano una comunità di cristiani perseguitati dall’imperatore Diocleziano.

La tradizione racconta infatti che verso il IV secolo d. C. si rifugiò sul Monte Titano un tagliapietre dalmata di nome Marino, per sfuggire alle persecuzioni dell’Imperatore Diocleziano contro i cristiani.

Marino all’inizio del Trecento lasciò la natia Arbe, un’isola della Dalmazia per approdare sulle coste adriatiche a Rimini, qui passò gli anni della maturità praticando lavori manuali.

Col passare degli anni decise di spostarsi sul monte Titano. Essendo la personalità di Marino ricca di grandi virtù umane e spirituali, riuscì a raccogliere, in breve tempo, intorno a sé una piccola comunità civile e religiosa di cui divenne il punto di riferimento.

La proprietaria della zona, una ricca nobildonna di Rimini, Donna Felicissima, donò a Marino, come ringraziamento per averle guarito il figlio infermo, il Monte Titano e le terre limitrofe. Prima di morire, Marino donò questi territori alla comunità religiosa e civile che attorno a lui si era raccolta. I suoi seguaci intitolarono questo luogo alla sua memoria, attribuendogli la denominazione di “Terra di San Marino”.

Il Santo Marino morì il 3 settembre del 301 d.C. Prima di morire, secondo la leggenda, Marino pronunciò ai membri della comunità la seguente frase: «Relinquo vos liberos ab utroque homine» ovvero “Vi lascio liberi dall’Imperatore e dal Papa“, sovrano dell’Impero l’uno, guida della Chiesa l’altro.

Tali parole, tanto care agli abitanti del Titano, risulteranno fondamentali per la mentalità autonomista dei sammarinesi, che su di esse fonderanno sempre il culto delle loro indipendenza dai poteri forti esterni e di conseguenza della loro dimensione di Stato sovrano fondato direttamente da un Santo.

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