Quando quiete fa rima con salute
Datato il: 24/11/2015
Autore: Redazione

Quando quiete fa rima con salute

Se la natura avesse destinato l’essere umano al pensare, non gli avrebbe dato gli orecchi, o almeno li avrebbe muniti di chiusure ermetiche, come ha fatto con i pipistrelli”.

Così sosteneva il noto filosofo Arthur Schopenhauer, una frase che farà sicuramente sorridere amaramente molti, dato che sembra quasi impossibile al giorno d’oggi, non aver sperimentato almeno una volta la presenza di rumori eccessivi e fastidiosi tali anche da mettere di malumore o peggio.

E il problema dei rumori eccessivi, del frastuono, degli schiamazzi, del siturbo della quiete domestica o pubblica, ecc… è così noto, frequente in certi periodi dell’anno come l’estate e fastidioso, che è spesso causa anche di liti, vere e proprie cause penali e civili, e purtroppo a volte diventano anche casi di cronaca nera.

La giurisprudenza attorno alla materia comincia a essere corposa, soprattutto in Italia, ma anche a San Marino che nel 2012 ha emanato inoltre il codice ambientale con un capitolo interamente dedicato all’argomento.

A volte infatti, il rumore prodotto da enti, società o vicini, può superare i limiti della tollerabilità e può arrivare anche a procurare danni alla salute. Per questo motivo, è ormai buona prassi, valutare quello che è il “rumore di fondo” dell’ambiente dove si andrà a lavorare o a vivere, già quando lo si acquista o lo si prende in affitto.

Quando ci si trova di fronte a fonti di rumore che risultino eccesive, il buon senso vorrebbe che i primi approcci si sviluppino attraverso un colloquio amichevole, una lettera raccomandata, il richiamo al regolamento condominiale, l’intervento dell’amministratore di condominio o quello, eventuale, delle forze dell’ordine. Già attraverso queste fasi è possibile che si risolva la problematica, ma quando ciò non avviene non resta che rivolgersi a un avvocato di fiducia per tutelarsi giudizialmente che in base alla gravità della situazione, intraprenderà le strade più appropriate, da un esposto amministrativo fino alla richiesta al giudice di un provvedimento d’urgenza per far cessare immediatamente il rumore e a intraprendere cause penali e civili per il risarcimento degli eventuali danni come quello alla salute, la svalutazione dell’immobile, ecc…

In Italia l’esposto amministrativo, comporta l’intervento di un tecnico che misurerà il rumore di fondo e poi il rumore considerato molesto o dannoso, per verificare se ecceda alla normale tollerabilità. In caso negativo può essere richiesto un ticket di circa 500 euro.
Quando si ricorre al giudice, normalmente, oltre a chiedere la cessazione dei rumori viene anche chiesto il risarcimento dei danni, da quello biologico, quello patrimoniale, quello morale e anche esistenziale (che si ritiene sussista tutte le volte che sia configurabile la lesione di un diritto costituzionalmente garantito come quello alla salute).

A San Marino, in base al codice ambientale, l’inquinamento acustico è punito anche a livello amministrativo, oltre che in sede penale e civile quando se ne ravvedano i termini. La sanzione pecuniaria varia da mille a 5mila euro e può essere aumentata anche a 10mila in alcuni casi.

Una curiosità, il luogo più silenzioso al mondo, secondo il Guinness dei Primati è la camera anecoica (che significa letteralmente “senza eco”) degli Orfield Laboratories a Minneapolis, negli Usa. All’interno si misurano -13dB (decibel) e dove sembra che la maggior parte delle persone non riesca a stare per più di 45 minuti. La struttura della stanza è realizzata per assorbire il 99,99 per cento dei rumori e dove si riuscirebbe a sentire anche il rumore dell’aria che circola nei polmoni e il battito del proprio cuore.

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