L’ultimo prestito
Datato il: 09/03/2016
Autore: Redazione

L’ultimo prestito

Vivere in tranquillità senza lavorare e soprattutto senza la preoccupazione di non arrivare a fine mese con stipendio o pensione, sono desideri e sogni di molti. E sono tali che spesso spingono le persone a ricercare l’investimento rischioso, a fidarsi della dritta dell’amico dell’amico o a magari a scegliere più prudentemente ma anche in modo vincolante, l’offerta finanziaria o previdenziale integrativa del consulente o promotore di turno.

Oggi però esiste uno strumento che consente di toglierci qualche sfizio con meno rischi, anche se si tratta di una soluzione non alla portata di tutti.

Si chiama prestito vitalizio ipotecario e di fatto rappresenta una ipoteca vera e propria (ma con qualche particolarità), che viene iscritta sull’abitazione di proprietà e che può essere richiesta dal proprietario non prima che questi abbia compiuto 60 anni d’età.

Di fatto il prestito vitalizio ipotecario, consente ai proprietari over 60 di un immobile residenziale, di ottenere liquidità fino a circa 350.000 euro e senza perdere la proprietà dell’immobile.

Va subito precisato che si tratta di una formula ipotecaria disponibile sul mercato italiano e non ancora su quello sammarinese, praticata da alcune banche.

Per attuare tale procedura, una volta rientrati nei primi due requisiti, il passaggio da compiere è quello di determinare un importo che soddisfi i propri bisogni di liquidità. Questo primo passaggio è fondamentale per determinare se, in funzione della somma, il Prestito Vitalizio sia effettivamente la soluzione giusta. Il finanziamento erogato, può arrivare infatti fino al 50% del valore della casa, a seconda dell’età del richiedente.

Generalmente, salvo poi affrontare ogni singolo caso nello specifico, le banche finanziano una somma pari al 10% del valore dell’immobile per i sessantenni, 20% per i settantenni, 40% per gli ottantenni, e fino al 50% per i novantenni.

Una volta presa la decisione di richiedere il prestito vitalizio ipotecario bisogna verificare le offerte migliori controllando per esempio il tasso di interesse applicato e l’imposta sostitutiva (pari allo 0,25% dell’importo nel caso delle banche e di prima casa, fino al 2% nel caso di finanziarie o seconde case).

Una volta scelto l’istituto di credito e fatta la richiesta possono volerci anche alcuni mesi prima che inizi l’effettiva erogazione del vitalizio. Generalmente servono diversi documenti compreso lo stato di famiglia, una relazione notarile preliminare o un atto di Provenienza e una perizia. La banca poi potrà richiedere anche eventuali altri documenti ed effettuerà anche una valutazione tecnica dell’immobile finalizzata a ottenere una stima del valore e dello stato di conservazione dell’abitazione da ipotecare. Questa perizia viene eseguita di solito da un tecnico di fiducia della banca, con costi che sono a carico del richiedente (e vengono generalmente finanziati come parte della somma richiesta).

Con la firma davanti al notaio viene iscritta l’ipoteca sull’immobile e avviene l’erogazione del denaro che può avvenire in una unica soluzione oppure con erogazioni annuali: in quel momento, la banca o l’istituto di credito staccherà al contraente un assegno non trasferibile di importo pari a quello concordato, meno eventuali spese a carico del sottoscrittore.

Da quel momento, il titolare del vitalizio potrà contare su una somma solida e sicura, e potrà continuare a vivere nella propria casa, rispettando però alcuni vincoli quali per esempio, l’impossibilità a vendere l’immobile, ad affittarlo, a ristrutturarlo o aggiungere una seconda ipoteca o offrire la casa in garanzia a favore di terzi.

Chi ha sottoscritto il prestito vitalizio può anche decidere di estinguere il proprio debito, oppure di lasciare tale onere ai posteri. Se il debito non viene estinto, dopo il decesso gli eventuali eredi potranno scegliere se ripagarlo più gli interessi entro 12 mesi in soluzione unica (eventualmente vendendo la casa essi stessi), oppure se lasciare che la banca ponga l’immobile in vendita al valore di mercato. In questo secondo caso, qualora la banca non riesca a vendere l’immobile dopo un anno, decurterà il 15% dal prezzo di vendita, e così l’anno successivo fino a realizzare la vendita stessa.

Con il realizzo della vendita, l’eventuale somma che dovesse eccedere il totale di capitale più interessi, verrà restituita dalla banca agli eredi stessi.

Va ricordato, infine, che il contratto di Prestito Vitalizio è un atto pubblico e va firmato obbligatoriamente davanti ad un notaio. Abbiate cura di chiedere una copia del contratto che si andrà a firmare alla banca qualche giorno prima della stipula, in modo da poterlo leggere e analizzare al meglio, chiedendo anche un parere a un professionista di fiducia.

[nella foto l’opera “Italia d’oro” di Luciano Fabro]

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