Il primo capello bianco
Datato il: 30/05/2015
Autore: Redazione
Categorie: News, Salute, Società

Il primo capello bianco

Grazie alla moda che propone tendenze trasversali, per “ragazze “ da 9 a 99 anni, ci crogioliamo un po’ tutte nell’illusione di sentirci eternamente giovani, non è complicato in fondo, ti basta un leggins, uno stivaletto basso magari con borchie o teschi, una maglia oversize, il top, meglio se con qualche frase a effetto  stampata sopra, il braccialetto di cuoio, la frangetta bombata che nasconde bene le rughe della fronte, un pesante strato di fondotinta con aggiunta di correttore intorno agli occhi e voilà…il gioco è fatto.

Un profilo facebook che aggiorni in tempo reale chiunque sui tuoi spostamenti vitali e stati d’animo, con il quale chiedere l’amicizia a tuo figlio, un’automobilina piccola e tonda, più simile a un ovetto kinder  che funzionale alle esigenze della famiglia, un gergo giovane e una mente aperta alle ultime tendenze, che siano culinarie, letterarie, gergali, poco importa.

Poi un giorno la verità ti è sbattuta in faccia nuda e cruda, mentre un’abile parrucchiera ti cofana i capelli nella parte alta del capo, regalandoti un aspetto da maliarda più simile a tata Francesca della sit-com che a una mamma che accompagna la figlia a catechismo, ti è spuntato un capello bianco, è corto e prepotente, spicca altezzoso, vicino agli altri, deve aver lottato con vigore, vincente sull’ultimo reflex, animato dalla volontà di emergere, ti guarda imperioso, minaccioso, austero e con aspetto regale.

Ti ricorda che il tempo passa anche per te.

Puoi anche indossare gli anfibi e i pantaloni in stile militare come una ragazzina, ma non lo tornerai mai , la natura va avanti, te lo ricorda cambiando il colore alla tua chioma, allo stesso modo in cui il tuo fisico ti avverte che non hai più 20 anni quando sali tre rampe di scale correndo.

Non c’è niente di più triste che una donna che scimmiotta una ragazzina, va bene essere giovanili, ma è necessaria, come in tutte le cose, moderazione e senso dell’equilibrio.

Ogni stagione della vita ha il suo frutto e non torna, non è possibile gustare in eterno quello della giovinezza, bene adeguarsi, non subire i nuovi tempi ma trovare quanto di buono ci riservano.

Chiara Macina