FAQ – L’ESPERTO RISPONDE

 

  1. 06/02/2015 – Ho lasciato l’auto nel parcheggio di un condominio dove mi ero recato a trovare una coppia di amici, ma quando sono tornato l’ho trovata ammaccata su un fianco. Posso rivalermi su qualcuno?

Il problema del danneggiante ignoto è fra le noie più fastidiose che possano capitare e, purtroppo, capita a chiunque (nel parcheggio del supermercato o in altri luoghi pubblici o privati). Al fine di ottenere ristoro del danno subito, occorrerebbe verificare se nel condominio o nelle sue vicinanze esistano sistemi di videosorveglianza in grado di individuare i veicoli che hanno circolato allorquando la sua auto era posteggiata. Individuati i veicoli bisognerebbe fare, con l’ausilio di un perito, una ricognizione su eventuali danni presenti sul presunto veicolo danneggiante ed accertarne la compatibilità con i danni trovati sul suo veicolo. Operata questa comparazione si procede all’individuazione del proprietario ed alla predisposizione della richiesta di indennizzo. La Carlo Biagioli s.r.l. potrà aiutarla in queste attività complesse fornendole il miglior supporto tecnico attraverso la rete di qualificati professionisti di cui si avvale.


 

 

  1. 12/01/2015 – Ho avuto un incidente con l’auto e all’apparenza sembrava lieve così non abbiamo fatto la constatazione amichevole. Però ora mi sono accorto che il danno è maggiore di quanto pensassi, cosa posso fare?

I materiali moderni di cui sono composti i paraurti, negli urti di lieve entità non lasciano segni evidenti all’esterno ma possono celare all’interno rotture di parti essenziali anche per il corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza. Prima di venire al merito del suo quesito, consiglio sempre e in ogni caso di compilare nell’immediatezza del sinistro il modello di constatazione amichevole e se la controparte oppone un rifiuto, consiglio di chiamare l’autorità perché dietro al rifiuto potrebbe nascondersi l’assenza della copertura assicurativa o altre problematiche amministrative che potrebbero poi pregiudicare l’indennizzo del danno. Venendo alla sua problematica, le consiglio di reperire il nominativo di eventuali testimoni e, attraverso il numero di targa dell’autoveicolo antagonista, è possibile risalire ai dati del proprietario. La Carlo Biagioli s.r.l. potrà assisterla nella individuazione del responsabile e nella predisposizione della richiesta di risarcimento danni.


 

 

  1. 9/01/2015 – I miei vicini di casa hanno un cane che lasciano spesso da solo e lui abbaia tutto il tempo. Abbiamo provato più volte a convincerli a fare qualcosa ma inutilmente. Che cosa si può fare?

Ahimé il problema della solitudine riguarda anche i migliori amici dell’uomo. Le liti fra vicini per la gestione dei propri animali domestici sono all’ordine del giorno perché si pensa che acquistare un cane sia come acquistare un peluche. Ciò detto bisognerebbe comprendere quale sia la causa dell’abbaiare cioè se dipenda da un maltrattamento per inedia ovvero solo per un atteggiamento del cane non tempestivamente corretto. Nel primo caso bisognerà allertare la protezione animali mentre nel secondo caso si potrebbe proporre al vicino di casa di intraprendere un corso di addestramento per il proprio cane per insegnarli a convivere con la solitudine senza lamentarsi abbaiando. La Carlo Biagioli s.r.l. attraverso la rete di esperti anche nel settore cinofilo potrà fornirle i giusti indirizzi.


 

  1. 11/12/2014 – Io e mio fratello abbiamo ereditato da nostro padre la nostra casa di famiglia, composta da tre appartamenti e relativi garage. Entrambi vorremmo occupare l’appartamento al piano terra. In che modo è possibile determinare con precisione la parte di spettanza di ciascuno?

La questione che viene posta concerne la comproprietà per successione di un bene immobile. Quando l’immobile è comodamente divisibile in parti uguali fra tutti gli eredi non sorgono mai problemi (ad esempio si pensi ad un appezzamento di terreno che sia frazionabile) e per decidere a chi spettino le porzioni così ottenute, in caso di disaccordo fra gli eredi, si potrebbe optare per il sorteggio. Qualora, invece, il bene immobile non sia divisibile (ad esempio un appartamento di piccola metratura) le liti in famiglia sono all’ordine del giorno. Bisognerebbe evitare questo tipo di liti che prosciugano i portafogli dei litiganti con poca soddisfazione reciproca e la soluzione migliore potrebbe essere, previa stima del valore del bene, una asta interna fra gli eredi per l’acquisto dell’altrui 50% nominando un banditore che sia estraneo ai rapporti familiari. Resta però da osservare che l’erede che non abbia acquisito la proprietà dell’appartamento conteso resterà sempre insoddisfatto cosicché, per evitare in futuro l’insorgere di scaramucce familiari, pensate di mettere in vendita l’appartamento e dividere il ricavato, con buona pace di tutti.


 

  1. 11/12/2014 – Sono divorziata da qualche anno e ricevo un assegno di mantenimento da parte del mio ex. Se intraprendo una nuova convivenza perdo questo diritto?

La domanda che viene posta concerne un aspetto legale che dovrebbe affrontare con il suo Avvocato di fiducia. L’inizio di una convivenza, a livello umano, significa aver ricostruito un nuovo nucleo familiare, aver cominciato una nuova vita. Le parrebbe giusto e ragionevole avviarsi ad una nuova vita di coppia a spese dell’ex coniuge? Ci rifletta e, se ha piacere, possiamo confrontarci volentieri. Discorso a parte va fatto nel caso siano coinvolti eventuali figli.


 

  1. 9/12/2014 – Sono sposata con la comunione dei beni e i mie i genitori sono disposti a darmi un consistente aiuto economico per l’acquisto di una casa per me e mio marito, ma vorrebbero restasse di mia esclusiva proprietà. È possibile che non rientri all’interno dei beni in comune?

Il regime di comunione dei beni significa che gli acquisti effettuati in costanza di matrimonio entrano a far parte del patrimonio familiare. Se i suoi genitori non gradiscono il genero (e, più frequentemente, è il genero che non gradisce i suoceri), invece che darle il denaro, dovrebbero loro acquistare un immobile e concedervelo in uso, così la proprietà resterà nell’ambito della famiglia di origine. Ne parli con il Suo Notaio di fiducia e sono certo che le saprà fornire gli strumenti adeguati per proteggere il patrimonio familiare.


 

  1. 4/12/2014 – Non ho pagato una rata del mutuo contratto per l’acquisto della casa. La Banca può rivalersi sul mio stipendio?

In questo periodo di difficoltà economica, purtroppo, sempre più spesso non si riescono a far quadrare i conti del menage familiare. Non riuscire a pagare una rata del mutuo è un campanello d’allarme che dovrebbe far riflettere sull’efficienza della pianificazione finanziaria della famiglia. La famiglia, per esperienza, è una piccola azienda dove entrate e uscite, spese impreviste, ecc. costituiscono un vero e proprio bilancio. Una rata del mutuo non pagata non dovrebbe far scattare le azioni esecutive dell’istituto di credito ma, per evitare l’irrigidirsi dei rapporti con la Banca, è bene che lei presenti il problema al direttore, magari accompagnato da un proprio consulente finanziario, spiegando le ragioni del ritardo e proponendo una soluzione a medio e lungo termine per evitare, in futuro, il ripetersi del mancato pagamento. La Carlo Biagioli s.r.l., attraverso i professionisti di cui si avvale, può fornirle adeguati strumenti per fronteggiare questo brutto momento e, se vorrà farsi aiutare, troverà la soluzione più adeguata alla sua momentanea difficoltà.


 

  1. 4/12/2014 – La mia ex moglie continua a farsi chiamare con il mio cognome anche dopo la sentenza di divorzio, posso impedirglielo?

La domanda per come posta mi impedisce di fornirle adeguata risposta. In linea di massima se nulla è stato previsto in sede di atto di divorzio, è un diritto del marito inibire l’uso del cognome maritale alla ex maglie. Se la vostra unione coniugale è però durata per decenni si può ipotizzare che nella collettività si sia persa e dimenticata l’identificazione della signora con il cognome da nubile. In ogni caso se il conflitto non riuscite a risolverlo tra voi, non vi resta che presentare un’istanza al giudice affinché sia il Tribunale a decidere al vostro posto.


 

  1. 4/12/2014 – Sono divorziato da 12 anni, ho sempre versato l’assegno di mantenimento per mio figlio alla mia ex mogli. Ora che è maggiorenne lo posso versare direttamente a lui per essere certo che venga utilizzato esclusivamente per le sue esigenze e non anche per quelle della madre?

Intanto le devo fare i complimenti per la costanza nell’adempimento dei suoi doveri di padre. In generale, l’esperienza comune insegna che i figli, oggi, restano comodamente a casa fino ad oltre i trent’anni, serviti e riveriti dalle mamme e con la complicità, anche se negata, dei papà. Entrambi i genitori – pur se divorziati – devono operare scelte educative per il proprio figlio, ad esempio stabilendo un termine entro il quale debba laurearsi oppure trovare un lavoro. Si è coniugi divorziati ma si rimane genitori insieme ed è giusto che le scelte educative vengano prese di comune accordo. Qualora l’altro coniuge invece e purtroppo opponga un rifiuto, potrebbe proporre di intraprendere un percorso di mediazione familiare e la Carlo Biagioli s.r.l. – attraverso la rete di propri consulenti – potrebbe avvantaggiarla, fornendole un supporto adeguato alle sue esigenze, prima di intraprendere la via del tribunale.