In cerca d’avorio sul Titano
Datato il: 06/04/2016
Autore: Redazione

In cerca d’avorio sul Titano

Presentarsi alla Compagnia della Guardia di Finanza per analizzare i dati relativi alle proprie transazioni finanziarie con la Repubblica di San Marino.

È quanto stanno chiedendo le Fiamme Gialle su indicazione della Procura di Forlì, che nei giorni scorsi hanno inviato una serie di raccomandate, alle migliaia di italiani che sono finiti sotto accertamento per aver compiuto delle operazioni di natura economica nella Repubblica di San Marino.

Una richiesta che è stata rivolta sia a cittadini italiani residenti nella più antica Repubblica del mondo, ma anche a coloro che con il Titano hanno avuto dei rapporti economici, pur non risiedendovi. A finire sotto accertamento le transazioni avvenute tra il 2009 e il 2014, arco di tempo durante il quale San Marino era inserito in black list dall’Italia e quindi non era considerato, al contrario di quanto avviene oggi, un paese collaborativo. Si tratta quindi alcune decine di migliaia di persone finite sotto accertamento.

L’indagine delle Fiamme Gialle, annunciata già l’estate scorsa e dal nome “Torre d’avorio”, ha preso in esame tutte le operazioni che sono transitate attraverso i circuiti italiani, anche se di poche decine di euro, e che rappresentano la maggior parte di quelle compiute in tali anni da San Marino, che si appoggiava e si appoggia tutt’ora, come banche tramitanti, a istituti di credito italiani.

Il risultato è stata l’individuazione di numerosi nominativi di persone che potrebbero, secondo le Fiamme Gialle, essersi resi responsabili di varie mancanze e violazioni fiscali o anche penali.

E a questo punto è scattata la seconda fase dell’indagine, che ha visto l’intendenza di finanza, inviare migliaia di raccomandate a cittadini italiani e in diversi casi anche con il doppio passaporto italiano e sammarinese, sia residenti in Italia, sia sul Titano.

Raccomandate che chiedono di presentarsi nella sede della GdF, previo appuntamento, per spiegare e chiarire la natura delle operazioni svolte a San Marino, ma anche verificare l’eventuale omessa dichiarazione di beni o capitali detenuti sul Titano, dimostrare l’effettiva residenza, ecc…

E dato che gli anni posti sotto indagine, sono quelli in cui San Marino era inserito nella black list italiana, l’onere della prova risulta invertito, e dovrà essere quindi il soggetto a cui sono richiesti i chiarimenti a dover dimostrare di essere nel giusto e per esempio, di risiedere effettivamente nella più antica Repubblica del Mondo.

Una vicenda davvero di proporzioni enormi che ha sicuramente dei risvolti anche sul piano delle relazioni bilaterali e politiche tra Italia e San Marino, come dimostrano anche le recenti note congiunte delle segreterie di Stato agli Esteri e alle Finanze del Titano e le richieste di incontri ai massimi livelli. Il governo biancazzurro ha infatti dichiarato di considerare “ingiustificate le azioni di monitoraggio ed accertamento verso i propri residenti, in forma di operazioni massicce ed indistinte, assimilabili per modalità a fishing expedition, soprattutto in una fase di cooperazione come quella attuale”.

Al di là tuttavia delle questioni legate allo stato dei rapporti bilaterali e di come si svilupperanno gli aspetti politici della vicenda, sul lato pratico, dato anche il breve lasso di tempo che la Finanza concede ai destinatari delle raccomandate oggetto di verifiche, è ora importante per coloro posti sotto monitoraggio, compiere tutto quanto necessario per fornire i chiarimenti richiesti.

Fondamentale quindi, soprattutto per chi negli anni oggetto di accertamento abbia utilizzato scudi fiscali o aderito alla procedura di Voluntary disclosure, reperire tutta la documentazione a propria disposizione, contattando celermente, in caso di mancanze, anche gli uffici o gli istituti di credito in grado di rilasciarne copia. Altrettanto importante è inoltre rivolgersi al proprio professionista di fiducia o a esperti del settore, per farsi consigliare al meglio sulle azioni da compiere è ridurre di conseguenza il rischio di incorre in problematiche maggiori.

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